Con Argenti le nostre vernici al Rallye di Montecarlo 2011
[23.02.2011] Un 49esimo posto che vale come un primato. Per Mauro Argenti concludere il prestigioso Rallye di Montecarlo, edizione 2011, ha il sapore di un'impresa: "La sorte mi ha dato una grossa mano e mi ha permesso di realizzare un sogno - spiega -: essere il più privato dei concorrenti ad avere finito la gara più mitica e gloriosa del mondo!".
Una gara difficilissima quella affrontata in coppia con il navigatore Nicola Arena su Mitsubishi Evo 9 di Nocentini che recava sulle fiancate l'evidente logo azzurro delle vernici per legno Renner Italia. "Siamo partiti per la gara con l’intento di portarla a termine - ha commentato Argenti -. Prima prova speciale, i 38 km di Moulinon, tutta secca: partiamo con quattro stampo e con una sola scorta, dato che a fine prova c’è il cambio gomme. Dopo 16 km foriamo l’anteriore sinistra e il pneumatico stallona: ci fermiamo e con grande difficoltà cambiamo la ruota. Ripartiamo (mancano ancora 20 km di speciale) con il terrore di forare nuovamente sui tanti sassi presenti. Finalmente arriva il fine prova, ma il ritardo è pesantissimo: siamo terzultimi al 101° posto assoluto, e praticamente ci rendiamo conto che rientrare nei 60 sarà impossibile, anche se nella prima prova ben 20 vetture hanno forato e 17 si sono ritirate per uscite di strada. Procediamo con il morale a terra - ricorda ancora il driver -, e affrontiamo la prova 2, la mitica Burzet di 40 km: otteniamo il 72° tempo e passiamo 87 in classifica. Nella prova 3, la velocissima Saint Bonnet le Froid di 27 km (120 km orari di media!), siamo 63° e passiamo 77° in classifica. La prova 4 (la ripetizione della 3) viene annullata per un incidente al francese Boetti e ci viene assegnato un tempo imposto che ci porta ad essere 73°alla fine della prima tappa, con otto minuti di ritardo dal 60°".
A seguito delle tappe 5 e 6, la Mitsubishi Evo 9 guadagna altre tre posizioni. Ma sono i segmenti di corsa innevati che strizzano l'occhio ai due italiani. Con la scelta delle gomme giuste sul Col de Gaudissard si piazzano prima 36esimi e poi 22esimi. Due performance che fanno guadagnare la 58esima piazza.
La tappa di Valence è affrontata con la tensione di sbagliare. "Guido malissimo - ammette Argenti -, teso e senza lasciare scorrere la vettura: 51° tempo di prova e 57° assoluto: siamo nei 60! Scendiamo a Montecarlo con 240 km di trasferimento, e arriviamo sul porto, dove la nostra vettura viene schierata in parco chiuso. Alle 20 partiamo per le ultime quattro prove, che affronterò con attenzione. Montiamo 4 stampo e via, 12 km di salita e altrettanti di discesa da fare in apnea, con il passaggio sul valico tra ali di folla e centinaia di fuochi e di flash".
Il conometro s'inchioda sul 47° tempo e la Mitsubishi griffata Hobby Legno e Renner Italia guadagna la 55esima piazza. "Ancora tre prove - va avanti il pilota -. Lantosque, 18 km strettissimi e insidiosi tra muretti e allunghi: 54° tempo e restiamo 55°. Scendiamo nuovamente a Montecarlo per l’assistenza, ancora stampo e via di nuovo per la ripetizione delle stesse due prove. Parto per la ps del Turini, inserisco la prima, stacco la frizione, e quando metto la seconda la vettura non si muove: semiasse anteriore sinistro rotto! Smanetto sul comando che setta i differenziali e li blocco, per potere proseguire, anche se con trazione solo sulle posteriori, ma con l’olio che inizia a colare sullo scarico e crea fumo. Procediamo molto lentamente, e grazie ai parecchi ritiri siamo comunque 52°. Arriviamo al cont
rollo di fine prova e la gente ci urla agitatissima segnalandoci che la vettura va a fuoco. Arena si getta a terra e con l’estintore di bordo e con l’aiuto di un commissario che interviene anch’egli con l’estintore spegne le fiamme. La vettura si ammutolisce e non riparte. Ci spingono di lato, e il mio Monte è finito a una prova dal termine: non piango solo per un residuo di dignità che mi resta. Poi il miracolo: dopo cinque minuti riprovo l’avviamento, per puro scrupolo, e la Mitsu si avvia in una nuvola di fumo. Risaliamo in vettura, e corriamo (si fa per dire) verso la partenza dell’ultima prova, sapendo che appena ci fermeremo per la stessa il fuoco tornerà (è l’olio che cade sullo scarico rovente) e i commissari non ci faranno proseguire"."Non so come, ma arriviamo al controllo orario di arrivo fumando come una locomotiva, con l’abitacolo invaso dal fumo. In attesa del nostro minuto devo spegnere il motore, con il terrore che poi non vada in moto. Ma ancora un miracolo - conclude Mauro Argenti -: alla nostra ora incrocio le dita e premo l’avviamento, e la nostra Mitsubishi si rimette in moto, e la posso parcheggiare in parco chiuso, tra i salti di gioia dei meccanici, del direttore sportivo e di Nocentini. Alla fine siamo 49° assoluti”.





