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Le cronache del Resto del Carlino: "La Renner cresce ancora"

[13.02.2010] Un articolo comparso nell'edizione del 20 gennaio 2010 del Carlino radiografa l'ottimo stato di salute dell'azienda. Particolare attenzione è rivolta anche alla ricerca di laboratorio e all'innovativo progetto WorldWide. Pubblichiamo di seguito il contenuto del servizio comparso sul Carlino. La pagina può essere scaricata cliccando sul file .zip in basso.

 

 

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A sei anni dalla nascita la multinazionale di Minerbio continua a migliorarsi «grazie - spiega l’ad Lindo Aldrovandi - a una squadra composta da donne e uomini straordinari»


Renner Italia, l'industria che non conosce crisi


Se il 2009 si è chiuso con un gratificante +3,5%, le previsioni di fatturato per il 2010 indicano un imponente +10%. Ecco come le migliori vernici per il legno navigano a vele spiegate sul tempestoso mare dei mercati internazionali


Bologna -
Sei anni fa Minerbio, laboriosa cittadina della Bassa Bolognese, l’ha accolta a braccia aperte. Renner Italia ha ricambiato alla sua maniera. Con una ricaduta occupazionale sul territorio che non conosce flessioni, nonostante la contrazione a due cifre della produzione chimica nazionale, ivi compresa quella specialistica. La multinazionale delle vernici per il legno è ormai un punto fermo di una comunità industriale che sta attraversando le sabbie mobili della crisi dei mercati. Tra gli stabilimenti avvolti dalle nebbie bolognesi, il ricorso alla cassa integrazione fa ormai parte di un triste canovaccio che contempla, talvolta, anche dolorose ristrutturazioni o addirittura la chiusura dei battenti. Renner Italia sfugge a questo film: +3,5% in termini di fatturato a chiusura del 2009. Vale a dire 43.000.000 di euro in capo a una parabola in costante ascesa. Sistematicamente. Anno dopo anno. Con la previsione di collocare l’asticella a quota 47.000.000 euro alla fine del 2010 (+10% circa). Un miracolo di questi tempi.
L’amministratore delegato Lindo Aldrovandi preferisce parlare di risultati dovuti a precise strategie industriali. Renner Italia, bando all’austerità, investe con convinzione nella ricerca. Il 25% delle risorse dedicate alla forza lavoro è destinato allo sviluppo di un laboratorio composto da un’équipe di chimici tra i più apprezzati a livello europeo. Giovani cervelli italiani al servizio di una politica attenta alla qualità e all’ecocompatibilità dei prodotti vernicianti. «In questa crisi economica globale sono in gioco grandi scelte e grandi valori», asseriva qualche mese fa il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Renner Italia ha scelto di puntare sull’innovazione e sulla condivisione del progetto tra tutti i membri della famiglia aziendale. Quanto ai valori, ha coltivato il rispetto ambientale, lo spirito di sacrificio, la competitività basata sulla qualità dei prodotti e sull’efficienza dei servizi.Ingredienti che oggi la propongono come virtuoso esempio industriale. Non a caso, all’inizio di novembre 2009 Rai Tre ha voluto dedicare un lusinghiero servizio al “caso Renner Italia”. In quell’occasione, a richiamare le telecamere della tv pubblica fu la decisione di ripartire il 15% degli utili tra i dipendenti. Una notizia già comparsa sulle colonne del Resto del Carlino. Un segnale in forte controtendenza in un periodo di licenziamenti. Se Renner, a pochi anni dalla nascita, è già nelle condizioni di distribuire utili, lo deve allo «spirito di condivisione che anima tutta la squadra, composta da donne e uomini speciali, a cui va il mio grandissimo ringraziamento - sostiene Aldrovandi -. Riteniamo che a un’equa distribuzione dell’impegno e dei sacrifici debba corrispondere una giusta gratificazione collettiva. Già nel 2012 ciascun dipendente dovrebbe vedersi accreditare circa 100
euro in più al mese per dodici mensilità». Il superamento della soglia di pareggio è avvenuto con un anno di anticipo rispetto alle già ottimistiche
previsioni dello start-up. Aldrovandi si definisce “realista”. «La nostra azienda ha nel suo patrimonio genetico la capacità di superare le sfide impossibili - incalza -. Nel 2004 i nostri detrattori ci davano per avventurieri senza speranza e in un lustro abbiamo dimostrato a tutti di che pasta siamo fatti, mettendo in piedi, mattone su mattone, una multinazionale che regge brillantemente il confronto con realtà fondate decenni addietro. Ormai è chiaro a tutti, anche ai più scettici, che le difficoltà non ci spaventano. Al contrario, ci esaltano. Nel corso del 2009 - aggiunge il manager - numerosi ex clienti della
concorrenza hanno fiutato le nostre potenzialità, hanno compreso l’affidabilità di prodotti e servizi e, infine, deciso di passare alle nostre forniture. Un premio in termini di fiducia che, oltre a pesare sul bilancio finale, ci appaga dal punto di vista professionale e umano». Già, l’attenzione per il lato umano della vicenda industriale. Un lascito importante di Giancarlo Cocchi. Oggi i suoi figli, insieme alla famiglia italo-brasiliana capitanata da Alexandre Cenacchi, rappresentano la continuità alle redini di Renner Italia. Se oggi Renner Italia, con 12.000 tonnellate di venduto, occupa il quinto posto tra gli operatori italiani delle vernici per il legno, è concreta la prospettiva di un ulteriore e rapido rafforzamento della posizione sul mercato. Specie se l’andamento della company di Minerbio viene confrontato con gli asfittici trend dei competitor. Mentre estende la ramificazione della propria rete vendita,
Renner apre la strada all’acquisizione di nuove figure professionali. La crescita non accusa sintomi di rallentamento.

Con Worldwide addio all'usura delle finestre


Il progetto Worldwide é la naturale prosecuzione del cammino intrapreso quattro anni fa con il programma EverSummer dalla Divisione Ricerca e Sviluppo di Renner Italia. «Worldwide - é la spiegazione del chimico Roberto Carrelli - comporta l'esposizione di decine di persiane, trattate con speciali cicli di
verniciatura all'acqua, a un deterioramento estremo. Un viaggio lungo tre anni alla mercé di radiazioni UV e di umidità assai più aggressive di quelle normalmente registrabili nel nostro Paese». I ricercatori di Renner Italia, coordinati da Luigi Benni, hanno spedito in capo al mondo alcuni serramenti campione, trattati con un ciclo di verniciatura definito (Top Quality)2 per distinguerlo dal preesistente Top Quality. Quest'ultimo era già in grado di
assicurare 10 anni di resistenza agli agenti corrosivi dell'atmosfera. Lo scopo del triennio Worldwide? Garantire 15 anni di vita ai manufatti in legno protetti da vernici Renner Italia. I siti di esposizione naturale sono stati individuati in Australia (a Townsville), in Florida (a Miami), nell'area deserticola dell'Arizona (Phoenix), nella piovosissima città stato di Singapore e nel gelido territorio della Siberia (a Krasnoyarsk). In tutte le località elencate, fatta eccezione per Krasnoyarsk, le performance delle vernici Renner resteranno al vaglio dell'Atlas Material Testing Solutions, l'istituto più intransigente al mondo quanto a valutazioni del genere. In Siberia l'esperimento sarà autogestito da Renner Italia. Le caratteristiche "estreme" delle località individuate sono maggiormente apprezzabili se paragonate agli standard italiani e, nella fattispecie, bolognesi.«La temperatura media a Singapore é di 27°, a Krasnoyarsk di 0°, mentre nel capoluogo emiliano si attesta attorno ai 17° - snocciola dati il chimico Alessandro Nanni -. Sempre Singapore, con il suo 84%, detiene il record di umidità media. Bologna presenta un 70%, mentre Phoenix fa registrare il dato più basso con il suo 37%. Quanto alle precipitazioni, passiamo dal minimo di 255 mm di Phoenix al massimo di 2.300 mm di Singapore, passando per i 547 mm di Bologna. Infine, interessante il dato relativo alle radiazioni solari che pone Bologna a metà strada tra il picco di Phoenix e il minimo di Krasnoyarsk, nell’area siberiana». Allorché avranno superato i severissimi test del programma Worldwide, i serramenti protetti dai cicli (Top Quality)2 saranno il fiore all'occhiello dell'industria delle vernici per il legno.

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