Guado, un tributo al colore

Michele Cazzaniga è il vincitore del Premio per il Contemporaneo Renner Italia 2018.
Guado, si chiama così la sua illustrazione realizzata con tecniche grafiche e digitali, è un’indagine sui costumi, ricca di richiami mitologici e allegorici.
Un’attentissima finestra su un passato da esplorare con l’occhio dello storico e una punta di autoironia. In “Guado” è scovato un talento originale e maturo. Ma anche un ricercatore caparbio, un moderno storyteller e perfino uno storico della cromia. L’opera è un tributo all’azzurro, un colore nobile, metafora di contemplazione e trascendenza. «Relegato ai margini dell’immaginario e del quotidiano europeo – spiega Cazzaniga -, a partire dal XIII secolo, l’azzurro riscopre una nuova e luminosa fase espressiva, grazie ad una pianta comune, il Guado (o Guato), dalle cui fibre era possibile ricavare il prezioso pigmento, capace di restituire tonalità dall’azzurro cielo al cobalto e al turchese. In quest’opera si vuole rendere omaggio ad un colore che ha saputo intrecciare le sorti artistiche, sociali ed economiche di molti territori italiani ed europei, con uno sguardo al passato e modalità espressive contemporanee».

Il Vincitore Michele Cazzaniga

Michele Cazzaniga, nato in Brianza nel 1985, manifesta fin da piccolo uno spiccato interesse per il disegno e una grande propensione a cogliere le strane attitudini degli ancor più strani personaggi che lo circondano. Diplomato al liceo artistico, studia in seguito Design della Comunicazione al Politecnico di Milano: il percorso di studi lo porta ad allontanarsi un po’ dal disegno e dalla pratica manuale, ma gli permette al tempo stesso di acquisire conoscenza dei mezzi digitali, dandogli modo di ampliare e approfondire la sua gamma espressiva e sviluppare una metodologia progettuale scientifica.
Nel 2011, con un progetto elaborato in team con il patrocinio del Comune di Milano vince il premio internazionale Video Grand Prize Award Y4PT. Dopo la laurea lavora presso alcuni studi di comunicazione e animazione milanesi (Gi&Gi, Mammafotogramma, Studio Rovatti, ecc.), ma l’attività professionale non gli impedisce di continuare a esplorare le sue capacità e attitudini
come disegnatore: per anni elabora le proprie opere in parallelo, nella penombra del suo appartamento, oppure all’aperto, durante i suoi viaggi, disegnando spesso dal vivo per cogliere i tratti più identificativi della realtà e al tempo stesso astrarli in forme archetipe, in un binomio tra specificità e universalità che è tema centrale della sua ricerca.
Nel 2015 nasce così la mostra “Abelarda sul Sofà”, presentata una prima volta nella sala conciliare del Comune di Sovico. L’esposizione è una raccolta di video, illustrazioni e disegni dell’autore, incorniciata nello scenario costruito ad hoc di un piccolo salotto dal sapore retrò. La mostra, definibile in realtà come una vera e propria installazione, diviene poi itinerante, spostandosi in diverse sedi sul territorio e permette di far conoscere al pubblico le immagini dell’autore.
Immagini che sono il risultato di una pratica graficodisegnatoria sviluppatasi e protrattasi nel corso di anni, durante i quali l’autore si è confrontato con alcuni temi ricorrenti, a lui cari, soprattutto vecchiette, animali e piante, che da sempre popolano il suo mondo reale e immaginario, delineati in una ricerca stilistica e iconografica che attinge dal mondo dell’animazione, delle scienze naturali e della storia dell’arte. Al momento, Michele lavora come animatore e illustratore freelance, realizzando gli artefatti più disparati su commissione (dalle illustrazioni personalizzate alle animazioni pubblicitarie, dai ritratti matrimoniali ai loghi e al packaging) per realtà locali, nazionali e internazionali.
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