AVOGADRO: STESSO VOLUME DI GAS, STESSO NUMERO DI MOLECOLE

LA LEGGE DI AVOGADRO

Siamo nel 1811, nella Torino dei Savoia. Nel suo studio, il conte di Quaregna e Cerreto sta elaborando una legge che rivoluzionerà per sempre la teoria molecolare: si chiama Amedeo Avogadro e, secondo la sua teoria, volumi uguali di gas, alla stessa temperatura e pressione, contengono lo stesso numero di molecole. La validità di questa ipotesi, che verrà poi conosciuta come “Legge di Avogadro”, non viene però immediatamente accettata, aprendo una diatriba tra scienziati che si concluderà solo dopo la morte del conte. Ci sono voluti molti anni, nuove teorie e svariate esperienze in laboratorio prima che essa diventasse la base della moderna teoria atomica.

UNA TEORIA NON RICONOSCIUTA

Amedeo Avogadro nacque nel 1776, figlio di un’antica famiglia della nobiltà piemontese. Studente brillante, si laureò in diritto canonico, ma ben presto abbandonò la giurisprudenza per dedicarsi allo studio della fisica e della matematica, le sue scienze preferite.

Fu nel 1811 che Amedeo enunciò la teoria che lo avrebbe reso famoso per sempre, scoprendo che uguali volumi di gas, alla stessa temperatura e pressione, contengono lo stesso numero di molecole. Per elaborare questa legge, lo scienziato dovette affrontare la grande confusione che a quel tempo regnava su atomi e molecole: il suo contributo fu un tassello fondamentale per iniziare a distinguere gli uni dalle altre. John Dalton, ad esempio, nonostante fosse un chimico ben più noto di lui, non considerava questa possibilità. Infatti, la comunità scientifica non riservò grande attenzione alle teorie di Avogadro e la sua non fu accettata dopo l’annuncio.

AVOGADRO: IL CONTE RIVOLUZIONARIO

Palazzo Avogadro a Vercelli

Nel 1821,  prese parte ai movimenti politici rivoluzionari contro il re, subendo poi grosse ripercussioni: due anni dopo fu rimosso dalla sua posizione di professore all’Università di Torino. Si legge in una dichiarazione ufficiale dell’università: “L’università è lieta di permettere a questo interessante scienziato di prendere una pausa di riposo dai pesanti doveri dell’insegnamento, in modo da essere in grado di dare una migliore attenzione alle sue ricerche”.

Con il tempo, a seguito della crescente attenzione per le sue teorie, si ridimensionò il suo isolamento politico e Avogadro fu richiamato all’Università di Torino, dove continuò a insegnare per altri vent’anni.

AVOGADRO NELLA CONTEMPORANEITÀ

Fu solamente nel 1860, con il Congresso di Karlsruhe, che si decretò che la Legge di Avogadro era universalmente accettata dalla comunità scientifica. Amedeo era morto quattro anni prima.

In suo onore, il numero di particelle elementari (atomi, molecole, ioni o altre particelle) presenti in una mole di una sostanza è ora conosciuta come “costante di Avogadro”. Ad Amedeo sono stati inoltre dedicati l’asteroide 12294 Avogadro e il cratere Avogadro sulla Luna.