COLORART: IL BLU BOVARY, IL SOGNO DI EMMA

Parte oggi la nuova rubrica COLORART, un viaggio tra i colori della letteratura e della cinematografia

 

Nel romanzo Madame Bovary. Mœurs de province di Gustave Flaubert del 1856, la prima volta che Emma incontra il suo futuro marito Charles Bovary è vestita di blu. Scelta casuale o ponderata? Quando si tratta di letteratura, nulla è mai lasciato al caso.

EMMA BOVARY NEL ROMANZO DI FLAUBERT

La storia è nota: Emma Rouault, giovane figlia di un possidente agricolo, durante gli anni del collegio ha conosciuto le arti, la musica, la letteratura. Tornata a vivere in campagna, sogna una vita mondana come quella delle donne incontrate tra le pagine dei libri. Accetta di sposare il medico condotto Charles Bovary, nella speranza di riuscire a emanciparsi dal suo ruolo di ragazza di campagna. Ben presto, però, il marito si rivela in tutta la sua mediocrità e modestia: Emma comincia a tradirlo, prima con il giovane studente Léon Dupuis, poi con il ricco proprietario terriero Rodolphe Boulanger. Per sfiorare la mondanità sognata, Emma comincia a spendere ingenti somme di denaro, per lei e per i suoi amanti. Entrambi, però si rifiutano di saldare il debito nel tempo accumulato e la lasciano. Emma, così, si ucciderà assumendo dell’arsenico.

IL BLU DI EMMA, LE SUE AMBIZIONI

Gustave Flaubert, nel romanzo, non dà mai un’immagine completa di Emma: fornisce particolari sparsi che un lettore attento dovrà riuscire a cogliere. Su un dettaglio, però, torna spesso e volentieri: il blu. Come spiega Riccardo Falcinelli in Cromorama, in quel blu erano racchiuse l’essenza e l’aspirazione di Emma Bovary. Come detto, la prima volta che Emma si presenta a Charles indossa un vestito di lana blu. Altre due volte sceglie il blu, nel romanzo: una volta di cachemire, un’altra di seta. Ma non sono solo gli abiti a sfumare di blu Emma Bovary: i suoi occhi sono «neri all’ombra e d’un azzurro cupo in piena luce», i suoi capelli talmente lisci da emanare riflessi blu. Il blu, insomma, permette a Emma di spiccare, racconta le sue ambizioni e il suo desiderio di evadere dalla quotidianità.

IL BLU SIMBOLO DI BENESSERE SOGNATO…

Come specifica Falcinelli, Emma non sogna Parigi, ma Rouen. Rouen che torna sue volte nel romanzo di Flaubert: è dove la donna si incontra con il suo secondo amante, è dove assiste a un’opera lirica e, prendendo posto, sente alcuni spettatori parlare di “indaco”. Rouen, da sempre, è uno dei centri più importanti per la tintura dei tessuti, soprattutto indaco e blu. Naturalmente, indossare abiti tinti, allora, non era cosa per tutti: la borghesia poteva permetterselo, l’aristocrazia senza dubbio. Ecco, allora, il significato del blu Bovary: vestirsi di blu, in quegli anni, significava soprattutto poterselo permettere. Si legge in Cromorama: «Emma, attraverso l’acquisto di un colore, si persuade di abitare un benessere da cui, di fatto, è esclusa».

… E IL BLU PRESAGIO DI TRAGEDIA

Ma il blu non è solo il colore degli abiti di Emma, la sfumatura dei suoi occhi e dei suoi capelli. È anche il blu della carrozza del suo amante Rodolphe che si allontana, forse per sempre. È il blu dei vasi che compra per abbellire il salotto e provare a dimenticare quella delusione. È anche il blu della boccetta che contiene l’arsenico che l’uccide. Come ricorda Falcinelli, nel suo gesto estremo è evidente il tributo al suicidio di un altro personaggio letterario vestito di blu: il protagonista dei Dolori del giovane Werther di Goethe, pubblicato quasi un secolo prima (1774). Werther, vittima dell’amore impossibile per Charlotte, si spara e si fa ritrovare dal servo il mattino dopo, vestito come la sera del suo primo ballo con Charlotte: giacca blu e panciotto giallo. Quell’accostamento di colori fino ad allora inusuale, diventerà da quel momento “divisa sentimentale” per tutti i giovani dell’epoca.