La collezionista di pigmenti

Vive nelle piovose aree rurali dello stato di Washington, nord-est degli Stati Uniti, e fa un mestiere che pochissimi altri al mondo possono dire di praticare. La sua attività la colloca nell’ideale punto d’incontro tra scienza e spiritualità, tra arte e archeologia, tra esplorazione e archivistica. Si chiama Heidi Gustafson e fa la collezionista di pigmenti. Più precisamente ricerca, archivia e studia ocre, guadagnandosi da vivere vendendole ad artisti, altri collezionisti e appassionati.

 

Di cosa parliamo quando parliamo di ocra

 

Campioni di ocra di Heidi Gustafson, la collezionista di pigmenti
 
Dal greco ōchrós, cioè giallo, l’ocra è un pigmento terroso composto da ossidi ferrici mescolati in proporzioni variabili con argilla e/o sabbia. Sebbene l’espressione color ocra solitamente vada ad abbracciare una gamma di tonalità che va dal giallo al marrone chiaro (in quel caso uno degli elementi predominanti è la limonite), in realtà, per via della varietà di ossidi ferrici e delle molteplici combinazioni possibili, le ocre possono avere gradazioni cromatiche quasi infinite, dall’azzurro al rosso, dal viola al grigio scuro.
 
Proprio con le ocre, decine di migliaia di anni fa, l’uomo preistorico ha iniziato la propria attività artistica sulle pareti delle grotte.
 

Strumenti del mestiere della collezionista di pigmenti: calamita e coltellino

 
Campioni di ocra di Heidi Gustafson, la collezionista di pigmenti
 
Con alle spalle solide quanto eclettiche basi accademiche — ha studiato scienza forense, scultura, filosofia e religione, prima nel Maryland e poi in California — Gustafson ha intrapreso la “via delle ocre” nel 2014, seguendo le tracce di un sogno che aveva avuto.
Nel 2017, dopo molte esplorazioni sulle rive del pacifico in cerca di pigmenti, ha finalmente aperto il suo archivio, che oggi può vantare centinaia di campioni, alcuni dei quali rarissimi, provenienti da tutto il mondo.
 
Armata di temperino e di calamita (si tratta dopotutto di materiali con una forte componente ferrosa), Gustafson svolge le sue ricerche lungo le rive dei corsi d’acqua, nelle cave e nelle miniere, sulle montagne, ovunque la portino le mappe geologiche e le informazioni che recupera da chi lavora la terra. Più di frequente segue semplicemente il proprio istinto, assai attenta anche alla dimensione spirituale del suo lavoro, essendo quello delle ocre un universo che nel corso della storia ha intrecciato spesso quello della medicina popolare e dei riti religiosi e funebri.
 

Un progetto collaborativo

 
Campioni di ocra di Heidi Gustafson, la collezionista di pigmenti
 
L’archivio di Gustafson continua ad arricchirsi di nuovi esemplari anche grazie al contributo di persone da ogni parte del pianeta, che inviano campioni o che “adottano” un pigmento inviando piccole somme di denaro attraverso il sito Early Futures, contribuendo così a finanziare un progetto che, oltre all’archivio, si sviluppa anche con workshop e collaborazioni con artisti, scienziati e antropologi.
 
Sempre attraverso il sito, colei che si definisce come “quella che sussurra ai minerali” mette in vendita pigmenti e stampe, utilizzando Instagram come canale principale per far conoscere la sua attività.
 
Campioni di ocra di Heidi Gustafson, la collezionista di pigmenti