Palumbo: il rosso? È il colore di Hermann Nitsch

Un territorio che sfugge ai ritmi frenetici della contemporaneità. Ma anche un momento in cui scoprire percorsi artistici originali a confronto. Il fumettista e presidente della giuria, Giuseppe Palumbo, scommette che il Premio Renner 2019 sarà un appuntamento imperdibile per i giovani illustratori under 40 e, più in generale, per i fruitori dell’illustrazione come linguaggio artistico attuale.

Giuseppe Palumbo - foto Andrea Venturini

Già nel 2018 il Premio Renner ha preso piede nel panorama nazionale dell’illustrazione per la grande partecipazione di giovani artisti. Perché in Italia c’è bisogno di manifestazioni come questa?
Siamo quotidianamente immersi in un mondo di immagini, al punto che quasi non riusciamo più a cogliere la specifica qualità di ognuna di queste. Un panorama raggelante? Forse. Quello che emerge nell’ampia comunità dei produttori di immagini e, nello specifico, degli illustratori è la necessità di ottenere un momento di chiarezza, trovare un ambito in cui confrontarsi su un altro livello che non sia solo quello del fulmineo feedback da social network. Credo che un premio come quello Renner possa essere considerato uno di questi momenti, in cui chi crea illustrazioni può aspirare a un palcoscenico qualificante e chi ama l’illustrazione come lettore può trovare nuove emozioni visive.

Anche quest’anno il tema è un colore primario. Cosa evoca il Rosso in Giuseppe Palumbo?
Il Rosso per me è il colore del sacro prima che della rabbia o della passione, a cui spesso è associato. Per me è il rosso di Hermann Nitsch, delle sue installazioni e delle sue performance. In questa accezione il rosso per me diventa veramente un colore primario a tutti gli effetti: diventa il colore di una dimensione umana irraggiungibile se non al costo di una radicale separazione da se stessi. È il colore del sacrificio.

Che consigli può dare ai candidati alla vittoria dei 10.000 euro in palio?
Di spenderli bene! Viaggiando, leggendo, studiando, vivendo ogni attimo della loro creatività…

Su cosa sta lavorando in questo momento?
Troppe cose contemporaneamente… Ma l’ultima storia che ho scritto e che credo di cominciare presto a disegnare è dedicata a Persefone, una ragazza che si perde e che periodicamente, per millenni, ritorna. Con il suo ritorno segna nuova vita per la Terra, ma all’improvviso decide di…

Che ruolo ricopre l’illustrazione nel panorama culturale contemporaneo?
La dimensione visuale in cui siamo immersi è dominata per lo più dal realismo fotografico, dal video o dalla ricreazione 3D del reale. Il disegno può ancora aprire inedite chiavi di lettura al reale, può scompaginare l’ovvio. Nel percorso didattico veniamo allontanati troppo presto dal disegno, relegato alle prime scuole dell’obbligo. La capacità di disegnare, più o meno spiccata in ognuna di noi, andrebbe meglio coltivata.

La mostra del Premio Renner si terrà all’interno di Art City Bologna 2020. Cosa pensa di questa vetrina per i giovani illustratori e, in generale, per gli artisti emergenti?
Ogni occasione che ponga un punto fermo sulla qualità di una scena artistica fin troppo dispersiva è benvenuta. Quindi non posso che parlarne bene, no? Vi invito caldamente a partecipare, a esserci.