Un perenne stato del presente fossile: Renner ad Art City con Nicola Toffolini

Lo scorso 26 gennaio si è chiusa con quasi 60.000 presenze l’ottava edizione di ART CITY Bologna, che ha riempito la città di mostre, installazioni e performance. Tra gli eventi principali era in programma Un perenne stato del presente fossile, esposizione dell’artista Nicola Toffolini presso la Biblioteca dell’Istituto delle Scienze del Museo di Palazzo Poggi. A cura di Lorenzo Balbi, direttore artistico di MAMbo – Museo di Arte Moderna di Bologna, la mostra ha portato all’interno degli affascinanti spazi del museo universitario dei disegni e due opere installative capaci di instaurare un dialogo con gli antichi libri del fondo storico della biblioteca.
 

La collaborazione con Renner Italia

 

Renner ad Art City con Nicola Toffolini

Foto Giorgio Bianchi | Comune di Bologna

 

Renner Italia, scelta da Toffolini per le vernici all’acqua con le quali sono state dipinte le pale, ha offerto il suo supporto tecnico e, durante la fase di progettazione, ha invitato l’artista in azienda.
 

«Lavorare con Renner è stato molto divertente perché mi hanno portato nei laboratori, ho provato le vernici, abbiamo deciso assieme i materiali. Questo è stato interessante perché è la medesima modalità che l’azienda usa con i designer e con le imprese: fare la ricerca dal punto di vista della resa sui materiali con cui stai andando a lavorare», ha dichiarato Toffolini. «Una volta arrivato a casa ho iniziato a fare delle prove su piccole campiture e ho imparato che cosa mi piaceva della resa dei colori Renner. La versatilità è stata piuttosto sorprendente. In alcuni punti ho voluto sfruttare proprio la matericità che le vernici offrono».
 

Il materiale tecnico come parte integrante dell’opera

 

Renner ad Art City con Nicola Toffolini

Foto Giorgio Bianchi | Comune di Bologna

 

Per l’artista friulano la collaborazione con le aziende non è una novità.
«Tendo a lavorare molto volentieri con le imprese private. Per me il materiale tecnico non è solo parte strutturale ma anche estetica, poetica, del lavoro. Essendo un’azienda del territorio, Renner l’ho proposta io e ho trovato subito disponibilità», ha spiegato Toffolini, che ha una grande passione per il design e per la ricerca sui materiali.

Attraverso questa mostra è riuscito a tenere in piedi tutte quelle che sono le “anime” del sue lavoro: disegno, pittura, design e performance, quest’ultima affidata a Eva Geatti, con la quale collabora da anni nel gruppo di ricerca e di teatro sperimentale Cosmesi, da loro fondato.
 

L’arte come passepartout

 

Renner ad Art City con Nicola Toffolini

Foto Giorgio Bianchi | Comune di Bologna

 

Per mezzo dell’arte, Toffolini riesce ad entrare in tanti ambiti diversi: dentro i laboratori di un azienda come Renner, appunto, oppure tra gli antichi libri di una biblioteca universitaria. «Ho sempre inteso l’arte come un passepartout ideale. Una specie di escamotage per riuscire a ficcare il naso un po’ dappertutto. In questo caso, ad esempio, mi ha dato la possibilità di lavorare con i ricercatori di un fondo universitario e con delle opere incredibili come quelle di Marsili. Quando ti ricapita un’occasione del genere?», ci ha raccontato.
 
Con i preziosi volumi del Fondo Marsiliano, Toffolini ha lavorato sui temi a lui cari dell’acqua e dell’ambiente. Grazie al dottor Giacomo Nerozzi, responsabile del Fondo della Biblioteca Universitaria, l’artista ha scelto insieme ad alcune ricercatrici del materiale storico, che è stato poi messo in mostra, in dialogo con i suoi disegni e le due “pale” in legno.
«L’idea di fondo», rivela l’artista, «era un lavoro sulla tematica dei processi di trasformazione dell’ambiente e dei dispositivi di raccolta dell’acqua che, attraverso l’energia della natura, vanno a modellare il territorio. Tematica che avevo già affrontato su una serie di miei taccuini. Da lì ho cominciato a formulare delle ipotesi e, insieme a Lorenzo Balbi, ho individuato che due grandi installazioni sarebbero state adatte al contesto della Biblioteca».
 

Le due pale

 

Renner ad Art City con Nicola Toffolini

Foto Giorgio Bianchi | Comune di Bologna

Renner ad Art City con Nicola Toffolini

Foto Giorgio Bianchi | Comune di Bologna

 

Perfettamente visibili eppure integrate con l’ambiente della biblioteca, le due installazioni rappresentano bene l’idea del processo, della trasformazione, della transizione. Chiuse appaiono come sculture, quasi oggetti di design. Una volta aperte diventano pittura e riprendono quella che è la tradizione del polittico.
 
A mostra ormai chiusa, raggiunto telefonicamente mentre era già al lavoro su altri progetti, Toffolini ci ha anche parlato della bellezza dei musei universitari bolognesi.
«L’anno scorso, quando Lorenzo Balbi mi ha proposto la mostra, mi ha anche spiegato che ci sarebbero stati vari luoghi a disposizione per realizzarlo. Mi ha quindi invitato ad andare a vedere i musei e a proporgli quello che mi sembrava più adatto. Alla fine ho scelto Palazzo Poggi ma sono rimasto strabiliato delle potenzialità incredibili di tutti quanti».
 

Renner ad Art City con Nicola Toffolini

Giorgio Toffolini insieme a Lorenzo Balbi, direttore del MAMbo, e Lucia Corrain, Referente scientifico Museo di Palazzo Poggi, Alma Mater Studiorum – Università di Bologna (Foto: Enrico Parrinello)

Renner ad Art City con Nicola Toffolini

Foto Giorgio Bianchi | Comune di Bologna

Renner ad Art City con Nicola Toffolini

Foto Giorgio Bianchi | Comune di Bologna

Renner ad Art City con Nicola Toffolini

Foto Giorgio Bianchi | Comune di Bologna

Renner ad Art City con Nicola Toffolini

Foto Giorgio Bianchi | Comune di Bologna